Un’antica leggenda narra che è esistito un tempo in cui le Bloodlands erano ancora giovani e i mortali che oggi ne calpestano il suolo non erano nient’altro che un pensiero. In quel tempo, gli angeli erano numerosi quanto le stelle del cielo. Così, in un regno idilliaco, le schiere angeliche prosperavano per volere delle luminose divinità di quei tempi lontani. Poi, il male risorse dalle ceneri del passato e, la guerra che vide contrapposti eserciti demoniaci e angelici, portò alla distruzione di quella meravigliosa civiltà. Dai superstiti di quella favoleggiata guerra, derivano gli angeli del presente.
Ma cosa sono gli angeli per le abitanti delle Bloodlands di oggi?
E’ credenza comune che gli angeli siano le creature che più si avvicinano alle divinità: non solo per quanto riguarda la loro ineguagliabile longevità, ma anche per lo splendore del loro aspetto fisico. Riconoscere un angelo non è difficile: le loro ali sono bianche come la neve più pura. Purtroppo, sulle Bloodlands, queste creature sono molto rare e vi sono ancora alcune persone che non credono in loro. Nonostante negli ultimi tempi, i racconti delle avventure dell’arcangelo Uriel si siano diffuse in tutto il continente, molti ritengono che creature così prossime a dio, non abbiano alcun vantaggio nel discendere tra i mortali.
/ Demoni
Spesso definiti Demoni Minori per distinguerli dai Sacri Demoni millenari, questi individui sono dei veri e propri emissari del Male in ogni sua forma. Tutti i demoni, senza eccezione, sono infatti adepti del Maligno e questa loro condizione si rispecchia pienamente nel loro animo, così perverso e crudele da apparire indomabile. Non è pertanto strano che essi riconoscano negli angeli i loro più acerrimi nemici.
Fisicamente possono presentare caratteristiche molto diverse: esistono Demoni dalla orribili fattezze ma allo stesso ve ne sono altri dotati di una conturbante bellezza. In ogni caso, loro comune distinzione è la presenza di grandi ali, sullo stile di quelle dei pipistrelli, che prendono origine sottoforma di appendici dalla schiena. Altra caratteristica determinante di queste terribili creature alate è rappresentata dalla loro carnagione spesso tendente al rossastro o magari al bruno.
Si racconta che alcuni Demoni godano perfino di immortalità, ma si tratta solo di ipotesi e nessuno ha mai verificato quanto ciò corrisponda a realtà. E’ però certo che i Demoni sono creature molto longeve caratterizzate da un incredibile resistenza al dolore e a ferite ritenute mortali per qualsiasi
altro mortale.
Un tempo, sulle Bloodlands, esisteva un popolo nato dalle più profonde oscurità dell’animo della fatale Alundra, Dea del Male e delle Tenebre. Era un popolo di creature di aspetto inquietante: leggermente più bassi di un umano erano però dotati di una forza fisica notevolmente maggiore; le dita delle loro mani e dei loro piedi terminavano con affilati artigli e le loro fauci erano pericolose come quelle di un drago. Come draghi dall’aspetto umano, presentavano del resto un corpo interamente ricoperto di scaglie che assicurava loro una protezione notevole in combattimenti fisici.
La loro intelligenza, molto superiore rispetto a quella di orchi e orchetti, li rendeva capaci di utilizzare la magia anche se non con gli stessi risultati dei maghi umani e elfici.
Poi, misteriosamente così come era comparso, il popolo dei Draconici scomparve e nessuno ebbe più notizie di quella temibile stirpe. Si dice che la società draconica si sia poco a poco sfaldata mentre intestine guerre civili frantumavano la compattezza che l’aveva caratterizzata in precedenza. I Draconici sopravvissuti alle lotte fratricide che consumarono la maggior parte della loro gente, si dispersero per le terre delle Bloodlands.
Oggi, è cosa piuttosto rara entrare in contatto con un Draconico e nessuno aspira sinceramente un incontro di tal genere. Uccidere un Draconico infatti può rivelarsi decisamente arduo: l’unico modo efficace risulta essere mozzargli la testa ricordando che un Draconico morto è pericoloso quanto uno vivo! Alcuni, nel momento stesso in cui il soffio della vita abbandona i loro corpi, si pietrificano all’istante imprigionando l’arma che ne ha causato la morte; altri si liquefanno in un materiale liquido altamente nocivo il cui contatto potrebbe provocare non pochi problemi.
Gli attuali Draconici delle Bloodlands sono i discendenti di quelle creature terribili generate per volere della dea Alundra: hanno mantenuto tutte le caratteristiche dei loro antenati e sono tutt’ora dotati di un eccezionale capacità di vedere al buio.
I Draconici, come i loro lontani cugini draghi, nascono da uova: negli ultimi tempi, chierici corrotti hanno compreso come sia possibile generare Draconici tramite l’utilizzo di uova anche originarie di epoche non propriamente recenti. I Draconici si stanno nuovamente diffondendo nelle Bloodlands, ma hanno perso lo stile di vita che li caratterizzava in passato: spesso entrano a far parte di eserciti militari, ma molti preferiscono girovagare di città in città prediligendo le avventure solitarie.
/ Draghi d’Acciaio
Un tempo, entrare in contatto con un drago, era relativamente semplice: le Bloodlands erano infatti intensamente popolate da queste affascinanti creature. Poi, in un’epoca che perfino i più anziani stentano a ricordare, incontrare un drago divenne sempre più difficile. Le cause di questo assottigliamento di contatti, non è certa: molti ritengono che i draghi esistano come in passato, semplicemente, avrebbero adeguato le proprie abitudini di vita a quelle degli abitanti delle Bloodlands. Per questo, è credenza comune che i draghi vivano tra gli umanoidi imitandone usi e costumi o meglio fingendosi in ogni senso degli umanoidi! Non è raro infatti che un drago scelga una determinata forma umanoide e, sotto tale forma, si costruisca una vita. Del resto, quella di assumere le sembianze di qualsiasi altro essere vivente (con una vera e propria predilezione per la forma umana e i suoi affini) e perfino di oggetti, è la maggior peculiarità di queste straordinarie creature.
I draghi di acciaio presentano dimensioni piuttosto ridotte e si favoleggia che si tratti della stirpe più intelligente tra quelle dei draghi. Alla nascita le loro scaglie assumono una colorazione tra il blu e il grigio, ma con il trascorrere del tempo, esse assumono il tipico color acciaio.
Come tutti i draghi, anche quelli
di acciaio, sono in grado di mantenere determinate sembianze per un periodo di
tempo illimitato. Caratteristica comune è il fatto che, qualunque forma essi
assumano, almeno alcuni particolari delle loro sembianze (per esempio capelli,
unghie, occhi…) mantengono il loro colore originale, ovvero acciaio lucido…
/ Draghi Dorati
Un tempo, entrare in contatto con un drago, era relativamente semplice: le Bloodlands erano infatti intensamente popolate da queste affascinanti creature. Poi, in un’epoca che perfino i più anziani stentano a ricordare, incontrare un drago divenne sempre più difficile. Le cause di questo assottigliamento di contatti, non è certa: molti ritengono che i draghi esistano come in passato, semplicemente, avrebbero adeguato le proprie abitudini di vita a quelle degli abitanti delle Bloodlands. Per questo, è credenza comune che i draghi vivano tra gli umanoidi imitandone usi e costumi o meglio fingendosi in ogni senso degli umanoidi! Non è raro infatti che un drago scelga una determinata forma umanoide e, sotto tale forma, si costruisca una vita. Del resto, quella di assumere le sembianze di qualsiasi altro essere vivente (con una vera e propria predilezione per la forma umana e i suoi affini) e perfino di oggetti, è la maggior peculiarità di queste straordinarie creature.
Rispetto ai draghi di acciaio, quelli dorati presentano delle dimensioni più ampie e presentano, già a partire dalla nascita, delle scaglie color giallo scuro, destinate a divenire sempre più simili all’oro più prezioso con il progredire dell’età. Solitamente, questi giganteschi draghi, non mostrano particolari attriti con le altre creature e prediligono una vita tranquilla, magari sottoforma di un corpo umanoide.
In origine gli Elfi abitavano il continente di Deria, oggi comunemente chiamato Regno degli Elfi. Per secoli l’esistenza stessa di questa fantastico regno caratterizzato da una perenne primavera rimase nascosta agli occhi di tutti. Gli Elfi, pur ipotizzando la presenza di altre razze e di altri continenti, preferivano pensare unicamente alle loro rigogliose foreste e alla vita idilliaca che potevano condurre nelle loro terre.
Da quando i primi abitanti elfici cominciarono ad esplorare le terre e i mari circostanti e si affacciarono per la prima volta sul “mondo esterno”, molte cose sono cambiate. Oggi molti Elfi Alti vivono a stretto contatto con gli umani in città, villaggi e borghi.
Eccetto rare eccezione, essi percorrono il sentiero della Natura senza mai perdere di vista la scia del Bene. Sono buoni combattenti ed ottimi maghi e in più mantengono un legame unico e inscindibile con le foreste e tutto ciò che significa “natura”.
L’altezza media e più elevata rispetto a quella degli Umani mentre la corporatura risulta snella ed agile. La carnagione chiara, gli occhi lucenti e le orecchie grandi e appuntite, li rendono creature di rara bellezza. L’intelligenza e l’arguzia sono sempre denominatori comuni degli appartenenti a questa razza.
Nonostante alcuni affermino che si tratti di esseri dotati di immortalità, in realtà, gli elfi delle Bloodlands, godono unicamente di una longevità molto molto estesa.
/ Elfi Oscuri (Drow)
La leggenda narra che un tempo gli antenati degli attuali Elfi Oscuri appartenevano alla stirpe degli elfi alti. Quando venne scoperta la loro inclinazione alla venerazione del Male e soprattutto quando vennero smascherate le cerimonie demoniache che in segreto celebravano, vennero cacciati dal regno di Deria e furono costretti a rifugiarsi nelle profondità della terra. Anno dopo anno, secolo dopo secolo, la selezione naturale favorì gli individui i cui caratteri fisici permettevano un migliore adattamento alle condizioni di vita offerte dai loro rifugi sotterranei.
Oggi gli Elfi Oscuri appiano pertanto come elfi dalla carnagione più scura dei loro cugini “alti” e capelli in ogni caso tendenti al bianco.
In generale sono più bassi degli elfi alti di almeno una ventina di centimetri mentre la loro corporatura è notevolmente più massiccia e la vista risulta meno sviluppata.
Gli Elfi Oscuri attuali girovagano liberamente per le strade delle Bloodlands e non venerano più il male assoluto; continuano però a prediligere attività non proprio oneste come il furto, il gioco d’azzardo e molte altre ritenute indegne da tutti gli elfi alti. Questo non significa che tutti i Drow siano creature disoneste, fra loro vi sono anche guerrieri valorosi ed eroi in cerca di gloria, maghi eccezionali e ranger rispettosi della natura e della giustizia…
/ Elfi Silvani
Come gli elfi alti, anche gli Elfi Silvani, abitavano in origine il regno di Deria distinguendosi però dai loro “fratelli” per il particolare stile di vita che erano soliti condurre. Le foreste erano le loro dimore; questi Elfi vivevano infatti a così stretto contatto con la natura da costruire le loro armoniose abitazioni direttamente sospese, tramite complicati sistemi di funi e corde, sui rami e trinchi degli alberi più alti.
Ben presto, con l’arrivo dei primi elfi sulle Bloodlands, questa filosofia di vita si è trasmessa anche su queste terre ed oggi, gli Elfi Silvani sono per eccellenza gli abitanti delle foreste incontaminate.
Dal punto di vista fisico questa stirpe di elfi non mostra alcuna particolare differenza nei confronti dei loro fratelli “alti”.
/ Gnomi
Da lungo tempo ormai gli Gnomi sono considerati creature molto rare sulle Bloodlands, così, avere modo di posare gli occhi su una di queste creature viene da tutti considerato presagio di fortuna imminente.
Si tratta di piccoli esseri umanoidi caratterizzati da una parentela più o meno antica con i nani ma più piccoli di quest’ultimi sia dal punto di vista dell’altezza che della costituzione. Uno Gnomo può essere infatti considerato oggettivamente alto quando raggiunge i 60 cm.
E’ opinione comune che nelle profondità della terra esistano numerose comunità gnomiche e che solo raramente queste creaturine salgano in superficie. Sono fondamentalmente dei minatori e provano un interesse del tutto innato per i macchinari complessi oltre che per l’oro e per le gemme preziose, verso i quali presentano invece un vero e proprio amore incontrollato.
Loro nemici naturali sono i globin con cui risultano in eterna lotta.
/ Goblin
Nessuno sa esattamente come la stirpe dei Globin abbia avuto origine: essi sono molto numerosi specialmente nelle Terre di Oscuria. Si tratta di piccole creature dalle modeste dimensioni (a malapena raggiungono infatti il metro di altezza) e dalla carnagione color marrone simile alla terra bruciata. I loro occhi sono rossi e in modo si simile a due piccoli tizzoni incandescenti risplendono al buio mentre la loro pelle risulta grinzosa. Vivono prevalentemente nel sottosuolo e riescono a vedere molto bene al buio al contrario, risultano quasi ciechi a contatto con la piena luce: per questo preferiscono spostarsi al tramonto o in piena notte.
Alcuni tra i Goblin sono degli ottimi addestratori: in particolare prediligono l’addestramento di lupi che sono solitamente usano come cavalcature.
/ Halfling
Gli appartenenti a questo popolo allegro e pacifico abitano i boschi delle Bloodlands da prima ancora che gli umani si organizzassero in villaggi e città. Amanti delle comodità, ma anche delle avventure, nonché della buoan tavola, gli Halfling sono dotati di una corporatura appena più robusta di quella dei bambini umani e solitamente raggiungono circa i 120 cm di altezza.
Mani e piedi degli Halfling risultano leggermente più grandi della norma e quindi leggermente in sproporzione rispetto al resto del corpo.
Sullo stile delle comunità umane, anche gli Halfling delle Bloodlands sono soliti riunirsi in villaggi ma non mancano Halfling in cerca di avventure che decidono di abbandonare i loro villaggi natii per conoscere il mondo che li circonda. Di norma però, gli Halfling, soprattutto i più anziani, sono caratterizzati da uno spirito conservatore: solo i più giovani, con le dovute eccezioni, mostrano un vivo interesse per il mondo circostante.
Considerate le loro dimensioni, gli Halfling non sono dei buoni combattenti se non in base all’utilizzo di armi in grado di colpire a distanza.
Tutti i Mezzelfi derivano dall’unione di uomini o donne con elfi: non si tratta quindi di un vero e proprio popolo, bensì di individui accomunati da una stessa origine. In genere presentano carnagione rosata e orecchie piuttosto sviluppate, ma comunque meno evidenti e prominenti di quelle propriamente elfiche. Si pensa che questi individui riescano ad ottenere i lati migliori delle due razze. Dal genitore elfo ereditano innata grazia nei movimenti e notevole arguzia di pensiero; dal genitore umano buona forza fisica e spiccato senso pratico. Queste caratteristiche rendono i Mezzelfi creature estremamente versatili, in grado cioè di ricoprire ruoli di ogni tipo: tra loro esistono infatti valorosi soldati ma anche abilissimi maghi.
Nonostante i notevoli vantaggi derivanti dalla loro duplice origine, i Mezzelfi sono anche caratterizzati da una quasi completa mancanza della proverbiale intimità con la natura propria del popolo elfo ed allo stesso tempo, non riescono mai ad ambientarsi pienamente nelle città umane. Ogni Mezzelfo, per quanto possa essere sicuro e saldo nelle proprie convinzioni, nasconde un intrinseco conflitto psicologico determinato dalla convinzione di essere sempre e comunque una “via di mezzo”…un senza razza…
Queste loro convinzioni si riflettono anche nella loro vita pratica: raramente un Mezz’elfo porterà a termine una missione…spesso perderà improvvisamente interesse per quello a cui si stava dedicando e lascerà perdere tutto per rivolgersi a nuove avventure. Questa è una delle motivazioni che rendono i Mezzelfi dei mediocri artigiani. Viceversa, la loro creatività capace di guizzi strabilianti li rende invidiabili artisti nella pratica della pittura o della scultura.
/
Mind Flyer
Le terre delle Bloodlands sono da sempre state teatro di racconti e leggende: quelle legate a Mind Flyer ne sono un chiaro esempio. Non è ben chiaro se questa stirpe di oscure creature esista tutt’ora oppure non sia mai veramente esistita. Poiché nessun avvistamento di Mind Flyer viventi è mai stato accertato, è opinione comune che essi siano il risultato della fantasia di qualche bardo che, al culmine di qualche suo racconto, si sia dilettato nel descrivere un incontro con queste terribili creature.
Secondo i racconti fino ad oggi pervenuti, i Mind Flyer sono in tutto e per tutto identici a dei semplici Umani. L’unica caratteristica che li distingue da quest’ultimi sono gli occhi: si racconta infatti che la conformazione e il posizionamento nonché il colore dell’iride, ricordino molto quelli dei rettili.
Il fatto che i Mind Flyer siano anche chiamati “divoratori di cervelli” non è un caso: secondo coloro che affermano di aver assistito al pasto di una di queste creature, essi si nutrono esattamente del cervello delle proprie vittime. Attraverso dei tentacoli che estroflettono dalla bocca, i Mind Flyer sarebbero infatti in grado di raggiungere le cortecce cerebrali della povera vittima tramite gli orifizi disponibili (occhi, orecchie…) e una volta qui, per mezzo di un vero e proprio risucchiamento, riuscirebbero ad appropriarsi del nutrimento di cui necessitano.
Ipotizzando che i Mind Flyer esistano realmente, è naturale immaginare che la loro condizione di “predatori” li renda particolarmente circospetti e desiderosi di mantenere ad ogni costo segrete le loro, per così dire, attitudini alimentari. In base a caratteristiche proprie della loro razza, sarebbero inoltre dotati di capacità psichiche particolari, ben al di là delle possibilità umane: non è improbabile che essi si servano proprio di queste loro abilità per sopravvivere in un mondo che non potrebbe tollerare la loro inquietante presenza. A differenza di quanto accade con i Vampiri infatti, la vittima di un Mind Flyer, non può sperare in una buona sorte: l’unica conseguenza delle “attenzioni” di una creatura di questo tipo, non può che essere la morte del povero malcapitato!
/ Kender
La stirpe dei Kender si compone di individui dall’aspetto molto simile a quello di un bambino umano.
Caratteristica principale di queste creature dall’eterno aspetto fanciullesco è una curiosità al di fuori di ogni norma ed un innato istinto ad impossessarsi di qualunque oggetto possa attirare la loro attenzione. Non vengono necessariamente attratti da oggetti particolarmente preziosi dato che qualunque cosa, anche la più umile o strana, può divenire agli occhi di un Kender un tesoro davvero inestimabile. Per questo adorano le città e i villaggi dove possono dare libero sfogo alle loro proverbiali “passioni” e trovarsi invischiati in situazioni sempre diverse.
Generalmente i Kender sono creature estremamente loquaci, sempre pronti ad esporre la propria opinione anche quando non viene esplicitamente richiesta. Amano parlare con chiunque di qualsiasi cosa e non esiste argomento che possa lasciarli spiazzati.
/ Licantropi
Chi, fin dalla nascita, mostra le caratteristiche inconfutabili della Malattia della Luna, può ritenersi una vera rarità dato che, almeno nelle Bloodlands, la stragrande maggioranza dei licantropi, hanno raggiunto questa loro nuova “forma” in situazioni assai svariate, ma comunque molti anni dopo essere venuti alla luce.
L’alba sorprende il licantropo in uno stato di completa amnesia riguardo la notte appena trascorsa: immagini sfuocate, sensazioni, odori e sapori appaiono come eventi troppo lontani per essere messi a fuoco da una mente in preda all’agitazione e allo sconforto. E’ difficile accettare di essere “diversi” e per questo temuti: questa condizione può portare un licantropo ad approfittare della situazione per agire liberamente ignorando ogni regola. Tutto dipende dall’indole originale: un uomo malvagio sarà comunque un licantropo e di conseguenza un lupo malvagio, un uomo buono rimarrà invece tale nonostante la trasformazione.
/ Mezzorchi
Tutti i Mezzorchi derivano dall’unione di uomini o donne con orchi: non si tratta quindi di un vero e proprio popolo, bensì di individui accomunati da una stessa origine. In genere presentano carnagione scura, spesso tendente al verdognolo, e orecchie piuttosto sviluppate, ma comunque meno evidenti e larghe di quelle proprie degli orchi. Si pensa che questi individui riescano ad ottenere i lati predominanti delle due razze. Dal genitore orco ereditano così un’innata ferocia unita ad una forza fisica eccezionale; dal genitore umano uno spiccato senso pratico ed un’etica maggiormente radicata. Queste caratteristiche rendono i Mezzorchi creature tuttosommato versatili, ma comunque senza una vera identica di stirpe o razza.
Ogni Mezzorco, per quanto possa essere sicuro e saldo nelle proprie convinzioni, nasconde un intrinseco conflitto psicologico determinato dalla convinzione di essere sempre e comunque una “via di mezzo”…un senza razza…
Queste loro convinzioni si riflettono anche nella vita pratica: spesso, l’oculatezza e la prudenza, che fino a pochi minuti prima avevano caratterizzato il Mezzorco possono improvvisamente lasciare spazio ad un mero sfogo di inespressa ferocia a discapito del risultato dell’impresa. I Mezzorchi sanno essere dei validi combattenti: spesso peccano di presunzione sopravvalutando la propria prestanza fisica e in genere, tendono a disprezzare gli umani che non riescono ad eguagliare, se non in parte, la loro forza. Allo stesso modo, si sentono però inferiori agli orchi che, in quanto a spirito combattivo e forza, necessariamente li superano.
/ Mutaforma
I Mutaforma sono la stirpe più rara presente nei regni di Bloodlands. Fin dall'alba dei tempi i suoi componenti sono stata cacciati e perseguitati sulla convinzione che le loro origini fossero demoniache: improbabili leggende spiegano come i Mutaforma provengano da un altro pianeta. Oltretutto, molti di essi, sicuri di tale ipotesi venerano degli dei non conformi alla religione accettata. Nessuno sa quale sia la loro forma originaria, neanche loro, riescono a comprendere fino in fondo se stessi. I Mutaforma sono i più temibili ladri e assassini, che siano mai esistiti. Sono in grado di assumere la forma di qualunque essere delle loro stazza o di conformazione poco più o poco meno espressa. (Riescono a divenire quasi due volte più grandi e più piccoli della loro massa, tale procedimento è dovuto all'allungamento o al compattamento delle cellule). Secondo altre leggende, contrastanti con quelle vicine all'origine aliena, proverrebbero da draghi mutati in forme umanoidi che non sono più riusciti a riassumere la loro forma originaria.
Nelle battaglie possono assumere ruoli di infiltramento, mentre se si devono nascondere, possono assumere la forma di rocce o di masse semi-liquide, pari alla lava e al miele.Ma se sforzano troppo la loro abilità, finiranno per scompaginare la loro struttura atomica e a dividersi in particelle che si dissolveranno nell'atmosfera: una morte orribile.
/ Nani
Il popolo dei nani è uno dei più antichi e diffusi sulle terre delle Bloodlands. Organizzati in villaggi comunitari, i Nani sono soliti vivere nelle immediate vicinanze di luoghi caratterizzati da caverne e zone rocciose, dato che essi sono generalmente degli eccellenti minatori.
Per fisionomia sono molto simili agli umani, ma caratterizzati da un’altezza notevolmente ridotta, dato che superano a malapena il metro di altezza. Di solito, sono piuttosto robusti e mettono in mostra folte barbe spesso acconciate in trecce.
Sono una stirpe estremamente
combattiva che mai si tira indietro di fronte a pericoli o difficoltà: in
battaglia sono capaci di organizzare un esercito fra i più compatti di tutte le
Bloodlands. Impugnando armi delle fogge più svariate riescono ad esprimere al
massimo le loro capacità nel maneggiare armi di ogni forma e tipo. Nonostante
le loro doti combattive siano decisamente degne di nota, i Nani risultano
penalizzati nel combattimento veloce dato che non risultano decisamente dei
buoni corridori.
E’ opinione comune che la stirpe degli Orchi provenga dallo stesso ceppo di quella elfica: l’evoluzione ha però ben presto determinato due distinte linee evolutive che hanno dato origine alle due diverse razze che oggi abitano le terre delle Bloodlands.
Più tozzi e bassi degli elfi, gli Orchi presentano una carnagione tendente al verde, occhi grandi e spesso giallastri e orecchie più larghe ma meno allungate. Molti sono calvi e possiedono denti molto sviluppati che spesso le labbra non riescono a coprire completamente.
Adorano i tatuaggi con cui sono soliti decorare i loro corpi e non disdegnano piercing su orecchie, sopracciglia e labbra.
In genere sono dei mediocri artigiani e realizzano armi e abitazioni ancora piuttosto primitive. In compenso, in battaglia risultano combattenti tanto spietati quanto instancabili, sempre pronti a caricare il nemico anche quando la situazione consiglierebbe una prudente ritirata.
Gli Orchi non sono visti di buon occhio dalla maggior parte delle altre razze: la loro fama di creature sempre pronte a tentare di prevalere sugli altri li rende degli individui decisamente poco accetti.
La maggior parte degli orchi, non amano mescolarsi troppo alle altre razze e per questo sono soliti vivere in villaggi di modeste dimensioni generalmente in zone poco visitate o comunque piuttosto ardue da raggiungere.
/ Spiriti
Esiste una vita dopo la morte? Esiste un significato alle vite dei mortali che popolano il mondo delle Bloodlands?
Per secoli filosofi e religiosi hanno tentato di dare una risposta alle molteplici domande che ogni mortale, nel corso della propria effimera vita, si pone. I credenti, coloro cioè che ripongono tutta la loro fede nell’amorevole carità delle divinità, non dimenticano di affermare come un mondo diverso dalla semplice e unica bellezza attenda tutti coloro che lasciano il proprio corpo alle ingiurie di una umida sepoltura. Ma c’è anche chi, nella tetra visione di una realtà ineluttabile, non vede nessuna finalità nell’esistenza degli uomini delle Bloodlands: per loro, questa è l’unica vita a disposizione delle creature afflitte della terra; secondo questa visione, la morte comporterà l’ineluttabile annullamento dell’anima e un ingloriosa fine del corpo.
Queste non sono che due delle linee di pensiero che portano gli studiosi, ma non solo, anche qualsiasi vivente, a porsi innumerevoli domande sul futuro che attenderà i loro “spiriti”.
Il termine spirito, riunisce in sé tutte le caratteristiche più intime dell’animo mortale: sogni, illusioni, speranze, amarezze e sconfitte divengono parte integrante di quella che, in termini semplicistici, può essere definita “indole”.
Il destino di ogni creatura è morire: abbandonare questa terra per lasciare che il proprio posto, venga ben presto rimpiazzato da un’altra creatura. Nel momento in cui la morte sopraggiunge, ogni legame con il mondo corporeo si rompe e il sigillo che univa armonicamente mente e corpo, si distrugge…per sempre.
Può però accadere che gli intricati eventi di una vita, non siano ancora giunti, nel momento della morte, ad uno stabile equilibrio. E’ nel momento della morte che, gli “spiriti” più forti impongono la propria volontà e sfuggono al destino che è stato loro imposto, proprio nel momento in cui il sigillo con il mondo corporeo si infrange. Ancora troppo legati alla materialità dell’esistenza, queste creature intangibili, possono giungere ad aggirarsi per anni nei pressi della tomba del proprio corpo senza rendersi conto del tempo che passa, ma, nella maggior parte dei casi, la sofferenza per la perdita del proprio corpo, porta questi esseri ad una incessante ricerca. La ricerca di un nuovo corpo diviene la loro ossessione e, quando scovano una creatura ormai in punto di morte, possono penetrare all’interno del corpo prossimo alla fine nel momento stesso in cui il legittimo spirito si dilegua. In questo modo, gli spiriti possono continuare a vagare per il mondo, magari nel tentativo di risolvere le situazioni che li hanno mantenuti legati a questa terra.
La possessione di un corpo ormai privo della legittima anima, non porta ad una fusione eterna con lo spirito errante. Il sigillo, ormai irrimediabilmente rotto, viene ricomposto temporaneamente e da un momento all’altro, potrebbe rompersi nuovamente costringendo lo spirito ad abbandonare anche quel corpo.
/ Troll
I Troll sono massicce creature dall’aspetto umanoide la cui altezza supera normalmente i 2 metri. In combattimento risultano dei temibili avversari, non solo per le loro dimensioni, ma anche per la loro incredibile forza. La loro pelle, essendo stranamente gommosa e butterata, ricorda la corteccia di un albero e i loro denti e artigli divengono sempre armi micidiali se usati contro un nemico.
I Troll sono ordinariamente delle creature malvagie la cui scarsa intelligenza viene ben sostituita da una inumana resistenza a ferite di ogni genere. Ognuna di queste gigantesche creature è infatti in grado di guarire molto rapidamente da ferite anche letali e addirittura, riescono a rigenerare interi arti nell’arco di una ventina di minuti. Anche la testa che risulta essere, almeno per un Troll, un arto come tutti gli altri, può essere rigenerata facilmente se viene staccata dal resto del corpo. Se poi il Troll riesce a ritrovare l’arto perso può semplicemente “riattaccarlo” per riottenere la funzionalità perduta in precedenza.
Le uniche armi veramente efficaci contro un Troll sembrano essere il fuoco e l’acido dato che queste forti creature non sono in grado di rigenerare ferite causate da tali agenti.
Sulle Bloodlands gli Umani sono un popolo ampio e variegato. Nel corso dei secoli, gli antenati dei presenti uomini, hanno colonizzato tutti i territori a loro disposizione. E’ stata ed è tutt’ora loro usanza riunirsi in villaggi attorniati da campi e pascoli oppure in città protette da possenti mura di protezione.
In genere gli Umani possiedono una notevole intelligenza associata ad una soddisfacente forza fisica. Essi rappresentano un vero e proprio compromesso tra arguzia e potenza.
Fisicamente presentano caratteristiche assai varie: vi sono umani robusti e massicci, ma ve ne sono anche di magri e poco resistenti.
La carnagione umana varia dal marrone scuro, tendente al nero, fino al rosato chiaro, passando per le tonalità di giallo e di olivastro. Il colore dei capelli, è spesso correlato a quello della pelle. Talvolta si possono riscontrare degli umani albini con capelli bianchi e occhi rossastri. Questi individui sono di norma molto rari. Tra i due sessi esistono differenze più o meno variabile ed in linea di massima i maschi presentano costituzione più robusta e maggiore forza fisica.
Nessuna classe è preclusa agli Umani: la facilità con cui essi riescono ad apprendere molto velocemente li rende capaci di intraprendere qualunque arte o mestiere.
Le origini della stirpe dei Vampiri si perdono nella notte dei tempi…creature non-morte, nate dall’oscuro bacio della maledizione eterna, i Vampiri sono esseri estremamente longevi dotati di innata resistenza fisica ed incredibili doti rigenerative. Essi sono però impossibilitati a condurre una vita per così dire “comune” dato che, il semplice contatto con la luce del sole si trasforma per una creatura vampira in una temibile arma dispensatrice di morte eterna. Per questo i Vampiri sono i principali signori delle notti delle Bloodlands.
Esistono due tipologie di vampiri: i primi, sono detti “Vampiri di Stirpe” e vantano una pura discendenza vampira, essi sono ovvero stati generati da vampiri; i secondi vengono invece definiti “Vampiri di Generazione” e si tratta di creature di razze diverse trasformati in non-morti dal bacio oscuro di un mentore.
I Vampiri di Stirpe sono senza dubbio le creature più rare e anche le più antiche dal punto di vista cronologico…nessuno sa esattamente come due creature non-morte possano metterne alla luce un’altra…anzi, molti ipotizzano che non esista alcun Vampiro di Stirpe e che i più anziani si fregino di questo titolo per mantenere un controllo sui nuovi adepti.
Uccidere un Vampiro può rivelarsi piuttosto complicato: se non viene ucciso definitivamente, dopo tre ore, il Vampiro si risveglierà completamente rigenerato dalle ferite subite in precedenza. Trafiggere il cuore di un Vampiro con un paletto di frassino, fargli bere sangue non esattamente fresco, amputargli la testa e bruciarlo nel fuoco, sono tre metodi che assicurano l’irreversibile morte della creatura vampira.
I Vampiri sono caratterizzati da carnagione molto chiara che li fa somigliare a bambole di porcellana; i loro occhi sono spesso luminosi al buio ed attenti ad ogni piccolo particolare. Ogni vampiro osserva il mondo che lo circonda interpretandolo da un diverso punto di vista: forti della propria relativa “immortalità” i Vampiri riescono a scorgere una diversa realtà dietro gli oggetti e gli eventi di tutti i giorni.
/ Zombie
Per secoli, la stirpe dei temuti non-morti, ha popolato sogni e incubi nelle terre dell’eterno sangue. Ogni negromante che si rispetti è in grado, in seguito ad anni e anni di instancabile allenamento, di crearsi il suo personale drappello armato di non-morti, pronti a dare la “vita” per colui che li ha richiamati in vita. Gli zombie la cui rinascita è diretta conseguenza dell’oscura magia oscura, sono creature prive di qualsiasi impulso: la loro personalità, la loro stessa volontà, si riducono fino a scomparire in una completa sottomissione al proprio creatore. Non esiste una vera esistenza per queste creature segnate da una sofferenza inesprimibile…non esiste una vita per questi esseri costretti a ritornare in vita dopo aver trovato una placida morte!
Accanto ai figli della più infima negromanzia, si profila pertanto la presenza di una stirpe di diverso stampo e impatto: gli Zombie, coloro che hanno realmente vinto la morte facendo affidamento sulla propria volontà. Al momento della morte, il sigillo che per un’intera vita implica l’intrinseco legame tra materia ed essenza, non si disgrega e va semplicemente in contro ad una ridotta corrosione che implica la permanenza dello spirito in quel corpo già catturato dalla morte.
La rinascita di uno Zombie, non è legata al trascorrere di un ben preciso periodo di tempo: l’anima, può rimanere intrappolata nel buio di una mente chiusa al mondo anche per molti anni prima di un vero e proprio risveglio. Per questo, non tutti gli zombie presentano uno stesso aspetto: in rapporto al periodo di tempo trascorso nelle fredde profondità della terra, il grado di putrefazione delle loro carni, varia notevolmente. Il soffio della morte che, in un giorno lontano, si è posato su ognuno di loro, lascia comunque in ogni caso segni più o meno visibili.
Contrariamente a quanto si possa pensare, gli Zombie non sono creature immortali: senza dubbio molto più refrattari di qualsiasi altro umano ad andare incontro ad una seconda morte, possono essere sottoposti a delle dure prove di sopravvivenza di fronte alla magia di un potente chierico. Non è raro che un chierico dalla fede cristallina riesca a respingere nuovamente nelle anguste celle di una bara sepolta il corpo e l’anima dello Zombie ed è altrettanto probabile che la magia dell’ordine clericale possa riuscire a sciogliere il legame tra spirito e corpo di un non-morto imponendo il realizzarsi di quello che il destino aveva deciso nell’istante della morte.
Nonostante questo, gli Zombie dotati di una vera forza di volontà, coloro cioè che sentono di dover rimanere in questo mondo per portare a termine una reale missione, possono anche dopo una seconda morte, aggrapparsi a quel loro corpo martoriato e ancora una volta tornare alla luce.